tehnologie

Pie de palo en bolsa: tensioni energetiche e ritorno agli attacchi

Mercati sull’orlo del baratro, un dicembre teso come una corda: il prezzo del petrolio continua a martellare le economie globali, mentre la minaccia di interruzioni delle forniture si fa sempre più concreta. Proprio quando si delineava una possibile uscita dalla crisi in Iran, con il Raccordo di Ormuz che sembra destinato a prolungarsi, gli investitori hanno reagito con un’inattesa corsa alle azioni.

Un’ondata di acquisti, ma con riserve

Le principali borse hanno ripreso slancio, risalendo verso massimi storici, proprio come avevano precipitato a marzo. Wall Street è un esempio lampante: dal minimo del 30 marzo, l'S&P 500 ha guadagnato quasi il 12%, mentre il Nasdaq Composite ha registrato un incremento del 20%. Anche il mercato spagnolo ha seguito l'esempio, superando i 100 dollari al barile in un contesto di crescente preoccupazione per la scarsità di forniture, aggravata dalla persistente chiusura dello stretto di Ormuz.

Nonostante queste dinamiche positive, l'ottimismo è tenuto a freno dalle aspettative di una risoluzione del conflitto iraniano. Come sottolinea Capital Group, «i mercati tendono a reagire positivamente dopo periodi di volatilità, dimostrando una resilienza sorprendente». La gestore americana avverte, però, che la rentabilità media a 12 mesi dell'S&P 500 dopo un calo superiore al 15% si aggira intorno al 52%, suggerendo un approccio prudente e una gestione oculata del rischio.

Risultati aziendali: un’ancora di salvezza?

Risultati aziendali: un’ancora di salvezza?

L’attenzione si concentra ora sui risultati trimestrali delle grandi aziende americane – Apple, Microsoft, Meta, Alphabet, Amazon e Nvidia – eventi che possono innescare reazioni di panico nel mercato. La loro importanza è tale da poter generare perdite di miliardi di dollari in poche ore. Il peso di “le sette magnifiche” sugli indici è preponderante, rappresentando quasi un terzo dello S&P 500 e quasi la metà del Nasdaq.

I dati recenti, raccolti da Bank of America, dipingono un quadro incoraggiante: il 73% delle società ha superato le aspettative sui ricavi, il 79% quelle sui profitti e ben il 62% entrambe le metriche. I guadagni complessivi superano il consenso del 11%, con Micron che spicca per la sua performance eccezionale. Tuttavia, Bank of America evidenzia un “tono leggermente più prudente” nelle previsioni future, con una minor percentuale di obiettivi superiori al consenso e un calo del sentiment aziendale. Questo raffreddamento sembra legato all’incertezza geopolitica in Iran, piuttosto che a una reale debolezza della domanda, dove i consumatori non mostrano segni di rallentamento.

Il bitcoin e il ritorno dell’ottimismo

Il bitcoin e il ritorno dell’ottimismo

In questo scenario, il Bitcoin si avvicina ai 80.000 dollari, alimentato dalle speranze di un accordo tra Stati Uniti e Iran. Un segnale di ripresa che potrebbe contagiare il sentiment generale del mercato.

La Fed e il BCE in bilico: le riunioni di questa settimana potrebbero portare a sorprese. L'attenzione è focalizzata sugli investimenti in IA da parte dei ‘hiperescalatori’, con una stima di 680 miliardi di dollari previsti per il 2026, un aumento del 64% rispetto all'anno precedente. La realtà, come sempre, si nasconde tra le parole e le dichiarazioni dei banchieri centrali.